Maya Warzecha, la docente si presenta

Mi chiamo Maya. Sono nata in Polonia, a Rabka Zdroj vicino a Cracovia, la città di Karol Wojtyla, il nostro caro Papa. Sono sempre stata affascinata dalle discipline sportive. Da ragazza praticavo jogging, ginnastica posturale e tanti giochi all’aria aperta, quando il tempo lo permetteva. Dopo la maturità classica ho lavorato in un’azienda tessile come segretaria. Ma l’azienda ha chiuso l’attività e questo fatto mi ha incoraggiata a cercare altre vie. Così nel dicembre 1993 ho deciso di raggiungere il sole e il calore dell’Italia. … Continua a leggere Maya Warzecha, la docente si presenta

Il metodo Pilates

Il “Metodo Pilates”, sviluppato nel 1920 dal famoso trainer Joseph Pilates, è un sistema di allenamento inquadrato sul miglioramento della fluidità dei movimenti, della forza in tutto il corpo, senza creare un eccesso di massa muscolare; un sistema quindi in antitesi con il body building tradizionale. Ma il metodo Pilates non è solo esercizio fisico, è anche coordinamento fisico e mentale, svolto con attrezzi  studiati appositamente e sotto la supervisione di preparatori specializzati.

 Storia:

 L’inventore del metodo, Joseph Pilates, nacque nel 1880 a in Germania Dusseldorf. Come tanti altri a quel tempo destinati ad eccellere per prestazioni fisiche, inizialmente era un ragazzo di struttura fisica piuttosto gracile. Preoccupato dalla possibilità di contrarre la tbc, si dedicò duramente alla pratica del body building tanto che fu chiamato a posare per la realizzazione di carte anatomiche del corpo umano. Lo studio dell’anatomia e dello sviluppo muscolare divennero così oggetto di studio e parte integrante della sua adolescenza. Abile ginnasta, si avvicinò in seguito alla boxe e divenne un provetto sciatore e subacqueo. Nel 1912 si trasferì in Inghilterra per praticare la boxe e trovò lavoro come acrobata in un circo. Quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale, J.H. Pilates fu internato per un anno nel Lancaster, assieme ad altri connazionali. Durante questo periodo non si perse d’animo ed organizzò l’allenamento proprio e dei suoi compagni di prigionia, raffinando in tal modo i suoi principi sulla salute e sul body building. Venne in seguito trasferito sull’Isola di Man dove trovò una realtà completamente differente: soldati reduci dalle battaglie, menomati dalle ferite, allettati dalle malattie, immobilizzati da tempo. Decise pertanto di darsi da fare e di costruire macchinari che potessero servire alla riabilitazione di quelle persone utilizzando le molle dei letti di ospedale.

 Nel 1918 un’influenza epidemica uccise decine di migliaia di inglesi, ma nessuno di coloro che si sottoposero al suo training fisico contrasse la malattia. Tornato in Germania nei primi anni Venti, continuò ad ideare attrezzature per la rieducazione, alcune di esse sono ancora in uso tutt’oggi. La sua professione lo portò anche ad Amburgo dove lavorò per la polizia locale come addestratore fisico delle reclute e dell’intero corpo di polizia. In questo periodo conobbe Rudolph von Laban, ideatore della Labanotation (una delle forme di registrazione scritta di balletto più rinomate nel mondo), il quale incorporò parte del lavoro di J.H. Pilates nell’impostazione del proprio insegnamento.

 In seguito, altri importanti personaggi della danza presero il metodo Pilates come riferimento per il loro allenamento base. Fu così che il metodo Pilates fece ingresso nel mondo della danza, instaurando un rapporto destinato a durare fino ad oggi, talmente solido da far associare, a torto, la tecnica al solo mondo della danza.  Nel 1925 il governo tedesco invitò J.H. Pilates a seguire personalmente il piano di allenamento del nuovo esercito tedesco, ma J.H. Pilates decise che era arrivato il momento di partire per gli Stati Uniti d’America.  Durante il viaggio conobbe Clara che in seguito divenne sua moglie.

  Giunto a New York, nel 1926 J.H. Pilates aprì uno studio e cominciò a codificare la sua tecnica la cui prima parte era incentrata esclusivamente sul Mat Work, una serie di esercizi eseguiti a corpo libero su di un materassino. Il programma venne codificato in seguito in un libro chiamato Contrology, nome originario che J.H. Pilates stesso coniò per la sua tecnica.  Il suo lavoro non si ridusse alla codificazione degli esercizi, ma si estese al perfezionamento di particolari attrezzi ideati ai tempi della sua prigionia in Inghilterra quando, per aiutare i pazienti a ritrovare e mantenere il tono muscolare, mentre erano ancora allettati, applicò delle molle ai loro letti. Fu così che nacque l’Universal Reformer, l’attrezzo tuttora parte centrale del metodo Pilates. Durante il suo lavoro altri attrezzi furono inventati insieme a nuovi esercizi per il Mat Work.

 Pilates morì attorno agli anni Sessanta e il suo studio di New York fu rilevato da Romana Kryzanowska, una delle sue prime allieve. I principi del Metodo Pilates Respirazione: la respirazione ossigena il sangue e favorisce la circolazione. Nel metodo Pilates, una buona tecnica di respirazione è importante per migliorare i movimenti. Come regola generale dobbiamo inspirare per prepararci al movimento ed espirare mentre lo stiamo eseguendo, specialmente nelle fasi più difficili. Il metodo Pilates segue una tecnica respiratoria nota come lateral berathing, la respirazione laterale. Questa respirazione espande le costole lateralmente lasciando gli addominali concavi, mantenendo la parte superiore del corpo in posizione rilassata. Concentrazione: in questa tecnica non si svolgono movimenti distratti ma in ogni fase dell’esercizio bisogna essere sempre ben concentrati su quanto si deve eseguire. È pertanto necessario prestare attenzione ad ogni movimento, tutto è importante e nulla deve essere trascurato. È importante la consapevolezza della posizione mantenuta durante l’esecuzione dell’esercizio. Controllo: attraverso la concentrazione si deve arrivare ad avere il controllo di ogni movimento. Nulla è casuale quando si svolge un esercizio, testa, collo, arti superiori, schiena, bacino, arti inferiori, piedi e dita dei piedi sono sotto controllo. Eseguire un esercizio senza controllo può portare a infortunarsi. Il metodo Pilates insegna ad avere controllo del proprio corpo. Baricentro: insieme alla respirazione è il centro del metodo Pilates. Il Pilates viene infatti definito anche come “movimento che fluisce da un centro forte”. Il baricentro è il fondamento di tutti i movimenti, senza un baricentro forte non si possono muovere arti inferiori e superiori. Il baricentro è nel Pilates inteso come la fascia che va dall’ombelico fino alla parte inferiore della schiena. Il baricentro viene anche inteso come stabilizzazione del bacino mediante il lavoro sinergico dei muscoli dell’area addominale e lombare. Precisione: questa qualità aumenta i benefici di ogni esercizio. Quando si esegue un esercizio non bisogna solo eseguirlo correttamente ma cercando la perfezione in ogni fase. La precisione è un altro aspetto che deriva dal controllo. Dalla precisione dei movimenti nasce il bilanciamento del tono dei gruppi muscolari. Fluidità: questa è un caratteristica che distingue il metodo Pilates da altre tecniche del fitness. Nessun movimento deve essere eseguito in modo rigido e contratto e neppure troppo rapido né troppo lento. Nel movimento ci deve essere armonia, fluidità e controllo. Secondo Pilates la fluidità dei movimenti deriva dalla forza del baricentro.

Gli esercizi

 Gli esercizi del Metodo Pilates sono del tutto originali, ne rispecchiano i principi, ma prevedono l’utilizzo di attrezzi molto specifici.

 I benefici del Metodo Pilates

 Il Metodo offre numerosi benefici: 1.migliora la forza ed il tono muscolare senza aumentare troppo la massa muscolare. 2.migliora la postura. 3. Conferisce un ventre piatto (via la pancia!!). 4. Migliora la fluidità dei movimenti. 5. Diminuisce l’incidenza del mal di schiena, perché tende a rafforzare molto i muscoli nella parte centrale del corpo. 6. Contribuisce a dare sicurezza si sé e a diminuire lo stress. Cosa ci si deve aspettare da una lezione di questo metodo? Con questo programma si farà lavorare tutto il corpo con esercizi che si riveleranno subito molto efficaci senza gravare troppo sulle articolazioni. Si attiva la mente e la consapevolezza del proprio corpo. La postura migliora, chi pratica Pilates riscontra un miglioramento nella colonna vertebrale che diventa sana e robusta, il torace si raddrizza e le spalle non si incurvano. Dal Pilates riabilitativo, a quello con la palla o il magic circle la cosa importante è divertirsi e vederne i risultati.

fonte www.areasportrovigo.it